KOREA IN THE SPACE – ” Mt. Pleasure “

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Arrivo con leggero ritardo su quest’ultima release targata Korea in the Space, duo formato da “Alec and Justen”, da Pittsburgh. Il collage qua in alto, che fa da artwork, ha immediatamente catturato la mia attenzione, ed il consiglio è quello di soffermarsi un attimo ad osservarlo, appena si clicca play. Mt.Pleasure è un bizzarro lavoro di sampledelia psichedelica ogni pezzo è un esperimento in cui vecchi brani di cui non so darvi nessuna informazione vengono addobbati da beat acidi vicini all’hip-hop più astratto e, di tanto in tanto, da cantilene un po’ Animal Collective al rallentatore. Nel corso dell’album il suono varia spesso, spiazzando non di poco. Ci si ritrova alle prese con un lo-fi invecchiato a modo o con dei bozzetti anni ’70 (Slower ha degli spunti eccezionali, Someone I Hardly Know è, in partenza, un vecchio pezzo soul), così come sorprendono i ben 9 minuti di Gun Guri percussioni tribali, coretti, loop incalliti e quant’altro utile a formare uno degli ascolti più ambigui e particolari di questo mio 2012. Più o meno ed attraverso vie simili, come quanto avvenuto con lo stupefacente Beyond the Sea di Monster Rally, che non a caso è citato tra i Recommendations di bandcamp.

Mt.Pleasure è ascoltabile di seguito, per il download gratuito cliccate qui.

Free download: Alberto Arcangeli

La qualità media dei brani che fanno da sfondo agli spot pubblicitari è notevolmente aumentata: lo spot della Peugeot con “Two Weeks” dei Grizzly Bear è un caso emblematico, ad esempio. Poi scopri che la canzone scelta come soundtrack per una campagna pubblicitaria di pneumatici è di un italiano. Un italiano che, analogamente a quel Giorgio Tuma di cui parlavo tempo fa, con le solite cose promosse in Italia non centra un bel niente. Si chiama Alberto Arcangeli e “Pop Down The Rabbit Hole” è il suo ultimo album autoprodotto, appena uscito. Quando poi scopri che quest’ultimo è anche in frì daunlò, beh, capisci che hai a che fare con gente seria, intenzionata seriamente. Ed una volta scaricato ed ascoltato capisci anche che il suo (psych)pop semplice, spontaneo, in memoria degli anni ’60 è un qualcosa di nuovo nella nostra terra. Ed ancora, quando ascolti “Hard Games“, a metà tra un Eels più sbarazzino ed il classico Badly Drawn Boy, capisci che Alberto ha quel tocco in più, quell’abilità a comporre una canzone che avrai bisogno di ascoltare per chissà quanto tempo ancora. Così, semplicemente, senza mezzi termini.
Questo è il video ufficiale di “Wheels and Love”, diretto da Massimo Ottoni.