Oltre al rinomato Burial, esiste più di qualcun’altro “timidone” che ama nascondersi dietro le sue produzioni notturne, nebulose e sotterranee. Ad esempio, un certo Zomby. Il fatto è che le coordinate di questo tale sono decisamente differenti da quelle di un Burial qualsiasi, almeno fino a qualche tempo fa. Ripeto, almeno fino a qualche tempo fa; perchè se il precedente “Where Were You In ’92?” attingeva, con fare piuttosto tunz-chic, dalla scena rave degli anni ’90, beh, l’ultimo “Dedication“, uscito per 4AD (!?), verte proprio dalle parti di Burial, almeno nel mood che si viene a creare. Un mix affascinante di dubstep, postumi di chiptune, paesaggi dark-ambient, acid-house; il tutto coperto da un manto di oscurità e malinconia sempre meditabondo e crepuscolare (“Basquiat” piacerebbe tanto addirittura a Matt Elliott), anche quando, in”Things Fall Apart“, fa coppia con Panda Bear.
E poi, credetemi, ascoltare l’intero album in cuffia è un’esperienza oserei dire scioccante, perchè i caratteristici suoni penetranti (vedasi l’iniziale ”Witch Hunt“) ti entrano dentro e quasi stordiscono; e non ci pensate se l’ascolto, sulle prime, risulterà un po’ pesante.
In ogni caso, l’album piace e convince, e chissà che non diventi il fulcro del nuovo muoversi della scena Uk Step, anche perchè un pezzo come “Natalia’s Song“, ha un che di importante. Beh, capaci e di buon’orecchio intelligente lì alla 4AD.
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