Machweo – “Chase The Sun ft. Smith Comma John”

Machweo - Leaving Home cover

Machweo – “Leaving Home”

Arrivo forse con un po’ di ritardo sul nuovo album di Machweo, quel giovane ragazzo emiliano di cui vi ho già parlato diverse volte e che ho avuto il piacere di invitare per il suo primo live assoluto. Dal periodo in cui si è cominciato a sentirne parlare- all’incirca un anno fa – ad oggi, Machweo ne ha fatta di strada, fino ad arrivare al debutto sulla lunga distanza, intitolato Leaving Home ed uscito il 6 Maggio sulla milanese Flying Kids Records. Il disco, che a breve uscirà in formato fisico, contiene vecchi brani presenti nei precedenti EP ed alcuni inediti come la magnifica Chase The Sun, con il feauturing dell’americano Smith Comma John. Probabilmente la mia traccia preferita, sicuramente quella che mi sembra più organica, potete ascoltarla qua sotto e riprodurne il caleidoscopico video realizzato da GUGU Productions. Lo streaming integrale è qui.

 

Candlegravity – “Junpei”

Candlegravity -

Candlegravity – “Junpei”

L’amico Drizzi di Net Music Life, blog italiano focalizzato sulle net-label, sulla musica free e più in generale sul discorso della creative-commons culture, ha il magico potere di farmi affezionare a musiche in un certo senso lontane dalle mie fonti di informazione. È un po’ il caso del nuovo album di Candlegravity, postato dal NML giusto un mese faJunpei, nuova prova del moniker assunto dal produttore/compositore/musicista Sean Crownover, dimostra l’incredibile sensibilità artistica – e, ne sono quasi convinto, umana- di questo giovane creativo. Non spenderò parole e descrizioni tecniche per illustrarvi in che direzioni si muove questo disco, mi accontento di dirvi che Junpei è il classico album che ti prende con sé e ti scuote per tutta la sua durata. Momenti ricchi di (finta)allegra polifonia si alternano ad altri più intimi ed introspettivi; fino ad arrivare al culmine della disperazione, quella A Suicide che, ascoltata a volumi appropriati, vi scioglierà fino a spogliarvi della vostra falsa armatura di uomini duri e imperturbabili, facendo uscire allo scoperto il malessere esistenziale che si cela dentro. Io ad esempio sono rimasto incredibilmente colpito dal fatto che alcune delle intuizioni che hanno portato a compimento quest’album nascano dall’incontro con un bambino il quale, alla domanda “What do you want?”, rispose non senza indugiare: “I want a father“.

Junpei è uscito l’11 Aprile su Bunkai-kei ed ovviamente è in free download.

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Tjutjuna – “Westerner”

Tjutjuna -

Tjutjuna – “Westerner”

Se è vero che il discorso musicale vede dalla sua un deciso ritorno delle chitarre, è giusto anche affermare che il nuovo album dei Tjutjuna - che alle chitarre deve molto - è sicuramente lontano dalle coordinate imperanti in questo periodo. Westerner, secondo disco del quintetto di Denver, è una destabilizzante esperienza psichedelica, una continua turbolenza, è un’opera veramente rock. In un intervista leggo che è un po’ come se i Neu! avessero prodotto nel 2103, e penso che tale affermazione vada bene per farvi capire alla lontana di cosa si tratta. Aggiungiamo pure, se non s’era capito, che deve molto alla Germania dei ’70, ai Kraftwerk, a tutto il kraut-rock; ma anche ai più recenti Acid Mothers Temple e alle strutture noise degli Oneida. Westerner è pensabile come una rilettura quasi spirituale di tutte quelle tecniche compositive, dei tempi motorik, dell’immancabile stato di trance in cui questo genere induce e così via. Otto brani strumentali che mi han spazzato via sin dal primo ascolto; provatelo anche voi.

Westerner è uscito il 30 Aprile su Fire Talk.

Luminodisco – “Hello My Friend / Burundiness”

Luminodisco

Luminodisco – Hello My Friend / Burundiness

Ascolto il nuovo singolo di Luminodisco e la voglia di avere tra le mani un suo full lenght – che poi sarebbe il primo per il producer di origine leccese – non può che aumentare vertiginosamente. Per carità, nulla in contrario al formato breve; ed in effetti i pochi minuti del nuovo lavoro non possono che sorprendere, dimostrando ancora una volta quanto eclettica e stilisticamente evoluta possa essere la disco di Federico Costantini. Dentro c’è un mondo, un’estetica ed un gusto tutti da scoprire: dalla corposità di Hello My Friend, con quell’arpeggio di chitarra che mi fa impazzire, ai ritmi frammentati di Burundiness, che già dal nome vuole avvicinarsi al continente africano. In più, nella versione digitale, ci sono due remix a cui è facile pensare come due diverse declinazioni di Hello My Friend. Il primo, ad opera di Giusto, orienta tutto verso un approccio più da club; il secondo, firmato Tempelhof, fa addirittura un passo indietro e ci si ritrova in un esperimento ambient malinconico e struggente. Detto questo, l’accoppiata Hello My Friend / Burundiness è davvero una delle cose più variegate ed emotive ascoltate quest’anno, almeno in quest’ambito. Un universo di contaminazioni che giunge con disinvoltura lì dove gode il post-rocker, oppure dove comincia a muoversi sinuoso il fan dei ritmi afro, o ancora dalle parti del relax balearico.

È uscito oggi 22 Aprile sulla label italiana Hell Yeah Recordings, ascoltate qua in basso ed acquistate il 12″ da qui.

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fyfe – “Solace” EP

fyfe - solace ep cover

fyfe – Solace EP

Niente di meglio di una piovosa domenica per ascoltare l’atteso Ep di debutto dell’inglese fyfe. Esce oggi su Benvolio Music Ltd e lo si può acquistare in digitale su iTunes. Ascoltatelo per intero, questo Solace, e capirete il motivo delle migliaia di ascolti su soundcloud.

Slowdim – S/T

Slowdim cover

Quello degli Slowdim, quartetto di Boston appena debuttante, non è propriamente il mio genere; ma sapete, quando vengo contattato da band onestissime e dall’oggettiva qualità, proprio non me la sento di tirarmi indietro. A dire il vero sono già un paio di volte che clicco play sul loro debutto omonimo, e devo dire che si lascia ascoltare facilmente grazie ai  toni spesso molto energici, forse figli di certo power-pop, e ad un’irrefrenabile melodicità apprezzabile anche quando si lascia mascherare da chitarre piuttosto possenti e da una struttura in generale più aggressiva. Insomma, si sente da lontano un miglio che questi Slowdim ci sanno fare, quindi dategli un’opportunità ascoltando il loro album caricato qua sotto; è appena uscito:

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